Armi e Balistica

Armi e Balistica (3)

I poligoni di tiro non sono tutti uguali, i frequentatori di queste strutture lo sanno bene, spesso infatti chiedono alla direzione se è possibile sparare con un calibro piuttosto che con un altro.

poligono tiro tunnel galleria 720

Cos'è un Poligono di tiro?
E' un'infrastruttura opportunamente organizzata per l'addestramento e l'esercitazione al tiro con armi da fuoco, in condizioni di sicurezza, comprendente zona servizi e impianto di tiro.

 

Ma allora come si classificano i poligoni di tiro?

Possiamo distinguere due tipologie di poligoni:

  • Aperti
  • Chiusi

Tra i poligoni chiusi, possiamo inoltre distinguere, due sotto tipologie:

  • Poligoni Chiusi a cielo aperto
  • Poligoni Chiusi a cielo chiuso o in galleria

Volendo fare qualche esempio, i campi per il "tiro dinamico" possono essere inquadrati tra i poligoni aperti, i poligoni del Tiro a Segno Nazionale invece possono essere inquadrati tra i poligoni chiusi a cielo aperto oppure tra quelli in galleria.

campo di tiro poligono aperto 350
Poligono di tiro aperto
poligono di tiro in galleria
Poligono di tiro in galleria
Poligono TSN caltanissetta
Poligono chiuso a cielo aperto

Escludendo fin da ora i poligoni "Privati", nel seguito tratterò solo ed esclusivamente dei poligoni di tiro dell'Unione Italiana Tiro a Segno (Ente Pubblico).
In Italia, è il Genio Militare ad emanare le direttive tecniche da rispettare per ottenere l'agibilità al tiro della struttura.
Riassumendo fortemente, le direttive tecniche hanno come fine ultimo il mantenimento delle condizioni di sicurezza, durante lo svolgimento delle attività di allenamento/addestramento, sia all'interno della struttura sia all'esterno.

Arriviamo finalmente alla questione del calibro, quella che interessa maggiormente ai fruitori degli impianti di tiro.
Il Genio Militare classifica i poligoni in ragione degli armamenti che possono essere utilizzati al suo interno, e quindi in ragione dell'energia cinetica che possiede il proiettile all'uscita della volata della canna.

Ad esempio, nel caso di poligoni chiusi a cielo aperto (la maggior parte dei poligoni dell'UITS), la direttiva tecnica D.T./P2 (2006) individua 3 Categorie di armi:

  •  1^ Categoria
    • tutte le armi che, unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano un’energia cinetica iniziale fino a 254,904 J;
    • armi ad avancarica;
    • armi che unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano un’energia cinetica iniziale fino a 617,652 J a condizione che vengano utilizzate esclusivamente pallottole in piombo non incamiciate.
  • 2^ Categoria
    armi che, unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano un’energia cinetica iniziale da 264,708 J a 617,652 J ; tra queste, le attuali più significative sono le seguenti:
    • calibro 7,65 mm Parabellum;
    • calibro 7,63 mm Mauser;
    • calibro 9 mm Corto;
    • calibro 9 mm Glisenti;
    • calibro 9 mm Parabellum;
    • calibro 10,35 mm Ordin Ital.;
    • calibro 0,38” Special Wad-C;
    • calibro 0,45” Auto;
    • calibro 7,62 mm Pall. Plast.;
    • calibro 0,32 SSWL-WAD-C.
  • 3^ Categoria
    armi che, unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano un’energia cinetica iniziale da 627,456 J a 3.931,600 J; tra queste, le attuali più significative sono le seguenti:
    • calibro 7,62 mm (Carabina Winchester);
    • calibro 0,357” Magnum;
    • calibro 5,56 mm M 193 (SS92);
    • calibro 5,56 mm SS 109;
    • calibro 7,62 mm NATO;
    • calibro 7,62 mm Pall. Corta g.;
    • calibro 0,44”mm Magnum.

Un impianto di tiro abilitato per l'utilizzo delle armi di 3^ Categoria ovviamente risponde a standard prestazionali più elevati rispetto ad un impianto di tiro abilitato per la seconda o prima categoria.

A questo punto però è facile confondere lo standard prestazionale con la sicurezza, deve essere chiaro che gli standard di sicurezza sono i medesimi per tutte le categorie di impianto.
Per cui un impianto di "3^ Categoria" non è più sicuro rispetto ad un impianto di "1^ Categoria", è semplicemente in grado di "gestire" proiettili dotati di maggiore energia cinetica, quindi calibri e munizioni più potenti.

Per quanto attiene ai poligoni in galleria, le categorie stabilite dalla D.T./P1 (2005) sono le seguenti:

  • 1^ Categoria armi che unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano una energia cinetica iniziale fino a 80kgm (chilogrammetri)
  • 2^ Categoria armi che unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano una energia cinetica iniziale da 80 kgm a 130kgm
  • 3^ Categoria armi che unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano una energia cinetica iniziale da 130kgm a 350 kgm

Le direttive, forniscono i valori dell'energia cinetica in due differenti unità di misura, rispettivamente Joule e chilogrammetri, per chi non avesse dimestichezza con il passaggio dal sistema internazionale (S.I.) al sistema tecnico (S.T.) e viceversa di seguito ho riassunto in un'unica tabella le varie soglie di energia in entrambi i sistemi.

Categoria Poligono Chiuso a Cielo Aperto Poligono Chiuso a Cielo Chiuso
S.I. (Joule) S.T. (kgm) S.I. (Joule) S.T. (kgm)
da a da a da a da a
1^ Categoria

anche con pallottola blindata 0,00 254,904 0,00  25,984  0,00  784,800 0,00 80,00
con pallottola di piombo non blindata 0,00 617,652 0,00  62,961  -  - - -
2^ Categoria   264,708  617,652  26,983  62,961  784,800  1.275,300 80,00 130,00
3^ Categoria   627,456  3.931,600  63,961  400,775  1.275,300  3.433,500 130,00 350,00

 
Che tipo di munizionamento è possibile utilizzare all'interno del poligono di tiro?

All'interno dei poligoni dell'UITS è possibile utilizzare solo ed esclusivamente

  • cartucce a pallottola ordinaria (blindata);
  • cartucce con pallottole di piombo non blindate;
  • cartucce da esercitazione con pallottole di plastica, gomma, cera o di materiali facilmente frangibili.

L'utilizzo del proiettile blindato è consentito o meno in ragione dell'energia cinetica alla volata posseduta dal proiettile ed alla categoria di abilitazione dell'impianto di tiro.

Nei poligoni in galleria, l'utilizzo dei proiettili di piombo non blindati, è consentito solo dove è installato un parapalle ad assorbimento e comunque secondo le valutazioni della commissione per l'agibilità. All'interno di tali poligoni (galleria) è infine ammesso l'impiego di pallottole in acciaio qualora il parapalle sia ad assorbimento.

 

Bene, adesso hai le idee più chiare, quindi la tua Sezione di Tiro a Segno Nazionale per quali categorie è abilitata?

L'innesco è il responsabile, come dice lo stesso nome, dell'inizio della reazione di combustione che produrrà i gas necessari ad accelerare il proiettile all'interno della canna.

Esso quindi è attivo al principio dello sparo, e cessa la sua azione dopo pochi istanti. Nel frattempo la polvere contenuta all'interno del corpo bossolo sarà stata incendiata ed avrà iniziato a sviluppare i gas di combustione.

E' un componente fondamentale che generalmente va accoppiato al tipo di propellente utilizzato.

 

Sistemi di innesco: dalla miccia passando per la pietra focaia, alle moderne capsule di innesco

I primi sistemi utilizzavano una miccia per incendiare la polvere da sparo contenuta all'interno dello "Schioppo", la prima arma da fuoco della storia nata in Cina probabilmente anteriormente al 1300.

Di fatto un cannoncino portatile poco preciso che sparava proiettili di ferro da circa 25g. L'evoluzione porterà nella seconda metà del 1400 alla nascita dell'Archibugio, una nuova arma da fuoco che utilizzava sia il sistema a miccia sia il nuovo sistema a ruota. Si passò poi al meccanismo con pietra focaia che risultava più economico da produrre rispetto al sistema a ruota ed infine ai moderni inneschi a capsula dopo la scoperta delle miscele esplosive sensibili agli urti (fulminato di mercurio e successive).

 

Tipologie di innesco contemporanee

Esistono due tipi di innesco a capsula: il Boxer ed il Berdan.

  • Innesco Berdan

berdan rwsHiram Berdan, un ingegnere ed ufficiale militare Americano, brevetta il suo innesco nel 1866. Il Colonnello Berdan, progettò un innesco composto da una capsula, da una miscela esplosiva sensibile agli urti e da uno strato protettivo. Nel bossolo, all'interno della sede dell'innesco è presente l'incudinetta che ha la funzione di contrastare l'urto del percussore permettendo quindi l'accensione della mistura esplosiva.

I fori di vampa che si trovano nel bossolo sono multipli e di piccole dimensioni. Il grande limite di questo sistema è rappresentato dalla conformazione di tali fori, essi infatti non permettono un'agevole sostituzione della capsula spenta con una nuova.

  • Innesco Boxer

Sempre nel 1866 Edward Mounier Boxer, un colonnello Inglese della Royal Artillery, brevetta il suo innesco.

Ad oggi il più diffuso in assoluto, ha di fatto soppiantato il Berdan. L'innesco del Colonnello, incorpora l'incudinetta nella capsula, permettendo l'utilizzo di un unico grande foro di vampa centrale che consente una semplice rimozione e sostituzione dell'innesco spento.

inneschi boxer federal 680px

Berdan boxer sezione bossoli 680

 

Dimensione degli inneschi

Esistono varie dimensioni standard in commercio:

NomeDimensioniUtilizzo
Small Pistol 4.45mm (0.175") per cartucce da pistola
Small Rifle 4.45mm (0.175") per cartucce da fucile, con capsula metallica più spessa idonea a sopportare pressioni maggiori e l'impatto di un percussore di fucile
Large Pistol 5.33mm (0.210") per cartucce da pistola
 Large Rifle 5.33mm (0.210") per cartucce da fucile
Inneschi per cartucce  per canna liscia 5.31mm (0.209") per cartucce da impiegare su fucili a canna liscia
Inneschi per Cal. 50 BMG 8.00mm (0.315") per fucili in Cal. 50 BMG

 

Potenza dell'innesco: Standard e Magnum

La carica primaria contenuta all'interno dell'innesco, a parità di dimensioni esterne, può essere minore o maggiore, distinguiamo quindi versioni Standard e versioni Magnum. La dimensione della vampa generata da un innesco magnum è maggiore rispetto a quella generata da un innesco standard.

Utilizziamo inneschi che riescono a produrre una grande vampa (Magnum) con polveri progressive (combustione lenta) e difficili da accendere in cartucce ad alta potenza, viceversa utilizziamo inneschi che producono una vampa normale (Standard) con polveri poco progressive (rapida combustione) e facilmente incendiabili in cartucce di potenza standard. Esistono comunque eccezioni a questa regola generale, è il caso ad esempio del caricamento di cartucce per canna liscia a bassa grammatura con polveri vivaci che potrebbero richiedere inneschi magnum oppure di cartucce ad alta grammatura con poveri progressive che potrebbero richiedere inneschi di bassa potenza.

 

Per finire, di seguito alcuni esempi di inneschi utilizzati nelle cartucce dei calibri più comuni:

Calibro Tipo di innesco
9x21 small pistol standard
38 Special small pistol standard
357 magnum small pistol magnum
44 magnum large pistol magnum
45 HP large pistol standard
223 Remington small rifle standard
308 Winchester large rifle standard
7mm Remington Magnum large rifle magnum

 

So well, non sbagliare innesco alla prossima ricarica!

Il bossolo è uno dei più famosi componenti di una cartuccia, la sua notorietà al grande pubblico è in parte dovuta ai telefilm del piccolo schermo che ci propinano costantemente sparatorie e scene del crimine in cui rimangono dei bossoli sparsi in modo disordinato sul pavimento ad indicare il luogo del misfatto.

Alcuni cenni storici

Prima dell'avvento dei modermi bossoli metallici, quelli che tuttora utilizziamo nelle nostre armi, il bossolo era di carta.

 

Cartuccia con bossolo di carta

I primi esempi di bossolo metallico sono nati nella prima metà dell'800, in particolare nascono nel 1836 le prime cartucce a spillo "pinfire" del francese Casimir Lefaucheaux.

       Cartuccia a spillo


   

Louis Nicolas Auguste Flobert che in Francia, intorno al 1845 progetta la prima cartuccia a percussione anulare in cui il fulminato agisce sia da innesco che da propellente, o ancora il bossolo (e quindi la cartuccia) del 22 Short, sviluppato nel 1857 per il primo revolver Smith & Wesson il "Model 1".

Cartuccia Flobert

bossolo 45 70 government 1

Gli ultimi due esempi si riferiscono a bossoli di tipo "rimfire" o "a percussione anulare", i primi esempi di bossolo metallico per cartucce "a percussione centrale" o "centerfire" vengono introdotti nella seconda metà dell'800, ricordiamo il 50-70 Government nato nel 1866 oppure il suo famoso successore il 45-70 Government del 1873.

 

A cosa serve il bossolo?

E' la sede dell'innesco, contiene il propellente (polvere da sparo) ed il proiettile, è quindi l'elemento di connessione tra tutti gli altri componenti della cartuccia finita.

In generale possiamo distinguere:

Bocca (mouth): la sede destinata ad accogliere il proiettile

Colletto (neck): la parte destinata a bloccare il proiettile all'interno del bossolo

Spalla (shoulder): la parte che connette colletto e corpo del bossolo (non sempre presente)

Corpo (body): la parte destinata ad accogliere la polvere da sparo

Collarino (rim): è la parte destinata ad accogliere l'estrattore dell'arma

Fondello (case head): è la parte terminale del bossolo, su di esso troviamo incise informazioni di vario genere come: calibro, fabbricante, anno di fabbricazione, ecc. Sul fondello è inoltre presente, nei bossoli a percussione centrale, la sede per l'innesco. La sede è in comunicazione con la parte interna del bossolo attraverso il foro di vampa.

parti del bossolo 500

 

Le sedi per l'innesco nei bossoli contemporanei sono di due tipi: Boxer o Berdan.

Nel tipo "Boxer" il foro di vampa è unico e centrale, nel tipo "Berdan" invece i fori di vampa sono anche multipli (1, 2 o 3) ed in posizione decentrata.

Il tipo Boxer è oggi il più diffuso, molto raramente si incontrano cartucce che utilizzano inneschi Berdan.

 

Classificazione dei bossoli in base al collarino

Possiamo distinguere 5 tipologie differenti di collarino:

Rimmed o flangiato: in ordine cronologico è il primo tipo di collarino sviluppato, il fondello sporge rispetto al corpo del bossolo. L'estrattore fa presa direttamente sulla parte di fondello sporgente. Tra i calibri più noti che utilizzano questo tipo di collarino ricordiamo, il 30-30 Winchester, il 45-70 Government, il 45 Long Colt, il 38 Special, il 44 Magnum.

Semi-rimmed o semi flangiato: il diametro del fondello è leggermente superiore rispetto al corpo, in misura inferiore rispetto ai rimmed, ed presente una scanalatura per l'estrattore. Esempi tipici sono: il 25 ACP, il 32 ACP (7.65 Browning), il 38 Super Auto, il 444 Marlin.

Rimless: in questo tipo di bossolo il collarino ha lo stesso diametro del corpo ed è presente una scanalatura per l'estrattore. Esempi tipici sono: il 9mm Parabellum, il 9x21 mm, il 40 S&W, il 45 ACP, il 30-06 Springfield, il 308 Winchester, il 223 Remington.

Rebated rimless o ribassato: il fondello ha diametro minore rispetto al corpo del corpo. Esempio classico è il 41 Action Express.

Belted o Cinturato: presenta una fasciatura (cintura) nella parte appena sopra la scanalatura per l'estrattore.

 tipi di collarino

Perchè tutti questi tipi di collarino?

Come in molti altri casi, il moltiplicarsi delle tipologie è frutto della ricerca e dell'evoluzione. Con i Rimmed, facili da costruire, si sono presentati alcuni problemi di alimentazione nelle armi semiautomatiche. Il collarino sporgente è causa di problemi nei caricatori o nei serbatoi di carabine bolt action.

Si è cercata una soluzione a tale problema, nascono quindi dapprima i semi-rimmed e successivamente i rimless.

Il belted nasce in Inghilterra intorno al 1910 per poter impiegare la cordite in sostituzione alla polvere nera all'interno dei bossoli del 400/375 Belted Nitro Express, conosciuto anche come 375/400 Holland & Holland. La cintura serve quindi da rinforzo, in modo da sopportare l'aumento delle pressioni causato dall'utilizzo della nuova cordite e da battuta nella camera di scoppio in quanto sporgente dal resto del corpo del bossolo. Oggi il bossolo belted è utilizzato per molti calibri magnum moderni come il 338 Winchester Magnum, il 300 Winchester Magnum o il 7 Remington Magnum.

Il rebated nasce invece per camerare cartucce di calibro maggiore in armi che normalmente camerano una cartuccia di calibro inferiore, mediante la sostituzione della sola canna. Mi viene in mente la Jericho 941 che ho avuto modo di provare poco tempo fa in poligono nei due calibri 9x21 e 41AE.

Il corpo del bossolo

Esistono infine varie tipologie di forme per il corpo del bossolo, in particolare:

- Straight o Cilindrico

- Conic o Conico

- Bottleneck o A Collo di Bottiglia

 

Bhe, adesso...cosa aspetti corri a classificare i bossoli che hai disponibili a casa!

 

 

 

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