Nel video è ripresa l'intera pulizia "standard" di un revolver, quella che faccio dopo ogni sessione di tiro, sottolineo "ogni" perchè da esperienza in poligono molti tiratori, dilettanti e non dilettanti, non puliscono le loro armi neanche dopo diverse sessioni di tiro.
Un'arma sporca, specialmente se semiautomatica, avrà:
più probabilità di malfunzionamenti vari
sarà meno precisa di un'arma ben pulita
potrebbe subire gli effetti corrosivi causati dai residui di sparo di alcune tipologie di propellenti
Molte le novità ed i cambiamenti, attendo i primi stress test che certamente verranno effettuati in giro per il mondo nei prossimi giorni e soprattutto spero di poter provare a breve una delle nuove GEN5.
Questa mattina, durante il mio servizio presso il poligono di Caltanissetta, si presenta un giovane accompagnato dalla moglie e dal figlioletto. Aveva necessità del certificato di idoneità al maneggio delle armi per richiedere una licenza di porto d'armi. Il giovane era molto attento alla lezione e poneva parecchie domande...Che calibro utilizzeremo? Ma sono "proiettili" veri questi? E' meglio un revolver o una semiautomatica? La pistola in uso alle forze dell'ordine è una buona pistola? Di che marca è questa pistola?...riferendosi alla pistola con cui stava per iniziare a sparare i primi colpi della sua vita. Poi mi chiede consigli sul tipo di arma da acquistare, vorrebbe possedere un arma al "top" di gamma, che non dovrà inceppare mai. Spiego che qualsiasi arma per quanto ben progettata e realizzata, purtroppo, è soggetta ad un'eventuale malfunzionamento, e che è possibile ridurre al minimo questo tipo di evento scegliendo un'arma di ottima fattura ed una buona munizione.
Notando l'attenzione e la raffica di domande poste, chiedo: "Per quale motivo necessita del porto d'armi?" Lui risponde: "Due giorni fa ho subito un tentativo di furto in casa durante la notte. Mentre dormivamo, ci siamo svegliati e abbiamo scoperto una banda di ladri in casa, probabilmente provenienti dell'Est Europa, uno di essi è pure entrato in contatto fisico con noi." Vedo il terrore nei suoi occhi e mi racconta che rivive quei momenti ininterrottamente da due giorni. Vuole quindi acquistare un'arma per sentirsi più sicuro.
Finita la lezione e dopo aver superato con successo la prova pratica, mi dice che ci rivedremo nelle prossime settimane.
Bene, qui nascono le mie riflessioni, abbiamo due possibilità:
il giovane ottiene la licenza di porto d'armi e non si fa più vivo in poligono
il giovane ottiene la licenza di porto d'armi ed inizia a frequentare assiduamente il poligono
Nel caso in esame quasi certamente, il giovane è intenzionato ad imparare, anche grazie al forte shock subito pochi giorni fa, per cui continuerà a frequentare il poligono nelle prossime settimane prima di acquistare un'arma personale. E' questa la scelta migliore, infatti tenere un'arma da fuoco in casa e non avere la giusta padronanza nel maneggio può diventare pericoloso per se stessi e per i propri familiari. A giudicare dalle ultime vicende giudiziarie, in cui onesti cittadini sono stati più e più volte indagati per eccesso di legittima difesa, occorre tenere sempre ben presente in mente che l'uso dell'arma per difendersi deve davvero rappresentare l'ultima chance possibile.
La prima possibilità è invece quella più probabile in molte altre situazioni, si ottiene la licenza di porto d'armi e non si frequenta più nessun poligono pubblico o privato. In questa condizione, il titolare della licenza, rappresenta un pericolo per se e per i suoi familiari in caso di malaugurato utilizzo dell'arma regolarmente detenuta.
Una sola lezione infatti non può mai trasferire in modo permanente l'insieme di conoscenze e le abilità pratiche necessarie per utilizzare in sicurezza un'arma in condizione di stress elevato.
Se possedete una o più armi, frequentate i poligoni di tiro, anche una volta ogni trimestre, capirete che c'è sempre qualcosa da imparare.
All'interno del bossolo di una cartuccia, tra gli altri componenti, trova dimora il propellente, meglio noto come polvere da sparo. E' lui il vero responsabile dell'accelerazione del proiettile, è lui che in fase di combustione genera i gas che fanno aumentare in pochi millisecondi la pressione in camera di scoppio.
Indubbiamente è il componente che influenza maggiormente le prestazioni di una munizione. Infatti, a parità di calibro, di forma / peso del proiettile e di peso del propellente, l'utilizzo di un tipo di polvere piuttosto che un'altra genera forti variazioni di velocità alla bocca e quindi forti variazioni di energia cinetica posseduta dal proietto.
La conoscenza delle caratteristiche del propellente è una delle nozioni fondamentali che dovrebbe possedere chi si accinge a ricaricare munizioni. Un errore sul peso e sulla scelta del tipo di propellente infatti può avere effetti catastrofici sull'arma e di conseguenza sul tiratore. Non tanto raramente in poligono assisto a problemi legati ad una errata ricarica delle munizioni, qualche settimana fa, ad esempio ho assistito al blocco del tamburo di un revolver a causa di una cartuccia ricaricata "particolarmente rumorosa".
Cenni storici sull'evoluzione delle polveri da sparo: la Polvere Nera
Per circa 1000 anni, fu il propellente utilizzato nelle armi da fuoco.
Costituta da una miscela di Nitrato di Potassio (75%), Carbone (15%) e Zolfo (10%), le percentuali dei componenti sono comunque variabili in base alle caratteristiche ricercate.
La polvere nera creava parecchi problemi in ambito militare in quanto generava grandi quantità di fumi che limitavano la visibilità dei bersagli. Inoltre una rilevante percentuale del peso della carica, circa il 55%, veniva convertita in fecce e residui di sparo corrosivi per l'acciaio delle canne (es: Solfuro di potassio). Era quindi di fondamentale importanza la pulizia dell'arma dopo l'utilizzo.
E' oggi reperibile in commercio in 4 granulometrie differenti: FFFFg, FFFg, FFg, Fg. Dalla finissima FFFFg alla polvere con granuli di dimensioni maggiori Fg, viene oggi impiegata nelle armi ad avancarica e nella produzione di fuochi di artificio.
Varie granulometrie di polvere nera
La nascita delle moderne Polveri Senza Fumo
Intorno alla seconda metà dell'800 inizia la ricerca che porterà alla nascita dei moderni propellenti. Nel 1845, Christian Friedrich Schönbein, scopre la Nitrocellulosa, un composto chimico infiammabile/esplosivo simile all'ovatta. Nel 1847, Ascanio Sobrero, un chimico e medico Italiano, sintetizza la Nitroglicerina, un esplosivo liquido oleoso (incolore o giallo) fortemente instabile. Nel 1884, Paul Marie Eugène Vieille, un chimico Francese inventa la prima polvere infume e la chiama "Poudre Blanche" meglio conosciuta come Poudre B. Essa era circa 3 volte più potente della polvere nera e produceva ridotte quantità di fumo. La nuova polvere aveva però un problema, tendeva a diventare instabile nel tempo. Nel 1887, Alfred Nobel, brevettò la "Balistite", una nuova polvere infume prodotta a partire da Nitrocellulosa e Nitroglicerina. Nel 1889, Frederick Augustus Abel e James Dewar, due chimici Britannici, brevettano la "Cord Powder" nota come "Cordite" in quanto prodotta sotto forma di fili o cordicelle. La cordite era stata prodotta modificando opportunamente la balistite di Nobel, essa era infatti composta da Nitrocellulosa, Nitroglicerina e oli minerali.
Cordite
Nascono quindi le polveri senza fumo che soppiantano la millenaria polvere nera. Le armi subiscono modifiche strutturali per sparare le nuove e più potenti munizioni.
Formulazione chimica dei moderni propellenti
Possiamo distinguere polveri a singola, doppia o tripla base, in particolare definiamo:
Polveri a Singola Base: tutte le polveri composte principalmente da Nitrocellulosa.
Polveri a Doppia Base: tutte le polveri composte da Nitrocellulosa e Nitroglicerina.
Polveri a Tripla Base: tutte le polveri composte da Nitrocellulosa, Nitroglicerina e Nitroguanidina.
Quest'ultimo propellente ha ridotto il flash e la temperatura di combustione senza sacrificare le pressioni sviluppate. Il suo utilizzo è prevalente in campo militare per munizioni di artiglieria.
Sipe N - Polvere a doppia base della Nobel Sport
Velocità di combustione dei propellenti
La velocità di combustione del propellente e quindi la completa trasformazione in gas, permette di distinguere le polveri in:
Polveri a rapida combustione o Vivaci
Polveri a lenta combustione o Progressive
Le polveri vivaci bruciano in tempi ristretti producendo solitamente pressioni di picco elevate nelle immediate vicinanze della culatta della canna, sono comunemente impiegate nei piccoli calibri. Le polveri progressive bruciano più lentamente nel tempo rispetto alle vivaci producendo picchi di pressione meno pronunciati, il punto di massima pressione è inoltre distante dalla culatta. Sono indicate nei calibri magnum e richiedono solitamente canne lunghe affinchè la combustione avvenga in modo completo all'interno dell'arma.
Nel diagramma qualitativo qui sopra riportato, la curva A è quella prodotta dalla polvere più veloce, mentre la curva C è quella prodotta dalla polvere più lenta.
A parità di composizione chimica una polvere può bruciare più o meno velocemente in ragione di diversi fattori, principalmente forma e dimensione delle particelle che la compongono.
La variazione della forma della particella influenza l'estensione della superficie e quindi anche la velocità di combustione della polvere.
Particelle più piccole forniscono maggiore velocità di combustione. Ad esempio, la ragione per cui esistono 4 differenti granulometrie della polvere nera è legata esattamente alla velocità di combustione, la FFFFg ha granuli molto sottili ed è quindi una polvere vivace, la Fg ha granuli grossi ed è quindi una polvere progressiva.
E' inoltre da sottolineare che è possibile variare la velocità di combustione utilizzando sostanze flemmatizzanti, gelatinizzanti e raffreddanti.
Caratteristiche geometriche delle particelle
In commercio esistono polveri composte da particelle di varia forma:
Polveri granulari
Polveri lamellari
Polveri discoidali
Polveri cilindriche
Polveri tubolari
Polveri sferiche / sferiche appiattite
Esistono inoltre propellenti per artiglieria composti da elementi di forma stellare, a strisce oppure cilindrica multiforata.
Volendo citare qualche polvere:
Nobel Sport GM3 (granulare)
Nobel Sport SIPE N (lamellare)
Nobel Sport 206 SV (discoidale)
Vihtavuori N340 (cilindrica)
Accurate 2495 (tubolare)
Winchester 296 (sferica appiattita)
Hodgdon H380 (sferica)
Bene, adesso conosci qualcosa in più sulle polveri...e tu che polvere utilizzi per la ricarica delle tue munizioni?
I poligoni di tiro non sono tutti uguali, i frequentatori di queste strutture lo sanno bene, spesso infatti chiedono alla direzione se è possibile sparare con un calibro piuttosto che con un altro.
Cos'è un Poligono di tiro? E' un'infrastruttura opportunamente organizzata per l'addestramento e l'esercitazione al tiro con armi da fuoco, in condizioni di sicurezza, comprendente zona servizi e impianto di tiro.
Ma allora come si classificano i poligoni di tiro?
Possiamo distinguere due tipologie di poligoni:
Aperti
Chiusi
Tra i poligoni chiusi, possiamo inoltre distinguere, due sotto tipologie:
Poligoni Chiusi a cielo aperto
Poligoni Chiusi a cielo chiuso o in galleria
Volendo fare qualche esempio, i campi per il "tiro dinamico" possono essere inquadrati tra i poligoni aperti, i poligoni del Tiro a Segno Nazionale invece possono essere inquadrati tra i poligoni chiusi a cielo aperto oppure tra quelli in galleria.
Poligono di tiro apertoPoligono di tiro in galleriaPoligono chiuso a cielo aperto
Escludendo fin da ora i poligoni "Privati", nel seguito tratterò solo ed esclusivamente dei poligoni di tiro dell'Unione Italiana Tiro a Segno (Ente Pubblico). In Italia, è il Genio Militare ad emanare le direttive tecniche da rispettare per ottenere l'agibilità al tiro della struttura. Riassumendo fortemente, le direttive tecniche hanno come fine ultimo il mantenimento delle condizioni di sicurezza, durante lo svolgimento delle attività di allenamento/addestramento, sia all'interno della struttura sia all'esterno.
Arriviamo finalmente alla questione del calibro, quella che interessa maggiormente ai fruitori degli impianti di tiro. Il Genio Militare classifica i poligoni in ragione degli armamenti che possono essere utilizzati al suo interno, e quindi in ragione dell'energia cinetica che possiede il proiettile all'uscita della volata della canna.
Ad esempio, nel caso di poligoni chiusi a cielo aperto (la maggior parte dei poligoni dell'UITS), la direttiva tecnica D.T./P2 (2006) individua 3 Categorie di armi:
1^ Categoria • tutte le armi che, unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano un’energia cinetica iniziale fino a 254,904 J; • armi ad avancarica; • armi che unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano un’energia cinetica iniziale fino a 617,652 J a condizione che vengano utilizzate esclusivamente pallottole in piombo non incamiciate.
2^ Categoria armi che, unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano un’energia cinetica iniziale da 264,708 J a 617,652 J ; tra queste, le attuali più significative sono le seguenti: • calibro 7,65 mm Parabellum; • calibro 7,63 mm Mauser; • calibro 9 mm Corto; • calibro 9 mm Glisenti; • calibro 9 mm Parabellum; • calibro 10,35 mm Ordin Ital.; • calibro 0,38” Special Wad-C; • calibro 0,45” Auto; • calibro 7,62 mm Pall. Plast.; • calibro 0,32 SSWL-WAD-C.
3^ Categoria armi che, unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano un’energia cinetica iniziale da 627,456 J a 3.931,600 J; tra queste, le attuali più significative sono le seguenti: • calibro 7,62 mm (Carabina Winchester); • calibro 0,357” Magnum; • calibro 5,56 mm M 193 (SS92); • calibro 5,56 mm SS 109; • calibro 7,62 mm NATO; • calibro 7,62 mm Pall. Corta g.; • calibro 0,44”mm Magnum.
Un impianto di tiro abilitato per l'utilizzo delle armi di 3^ Categoria ovviamente risponde a standard prestazionali più elevati rispetto ad un impianto di tiro abilitato per la seconda o prima categoria.
A questo punto però è facile confondere lo standard prestazionale con la sicurezza, deve essere chiaro che gli standard di sicurezza sono i medesimi per tutte le categorie di impianto. Per cui un impianto di "3^ Categoria" non è più sicuro rispetto ad un impianto di "1^ Categoria", è semplicemente in grado di "gestire" proiettili dotati di maggiore energia cinetica, quindi calibri e munizioni più potenti.
Per quanto attiene ai poligoni in galleria, le categorie stabilite dalla D.T./P1 (2005) sono le seguenti:
1^ Categoria armi che unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano una energia cinetica iniziale fino a 80kgm (chilogrammetri)
2^ Categoria armi che unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano una energia cinetica iniziale da 80 kgm a 130kgm
3^ Categoria armi che unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano una energia cinetica iniziale da 130kgm a 350 kgm
Le direttive, forniscono i valori dell'energia cinetica in due differenti unità di misura, rispettivamente Joule e chilogrammetri, per chi non avesse dimestichezza con il passaggio dal sistema internazionale (S.I.) al sistema tecnico (S.T.) e viceversa di seguito ho riassunto in un'unica tabella le varie soglie di energia in entrambi i sistemi.
Categoria
Poligono Chiuso a Cielo Aperto
Poligono Chiuso a Cielo Chiuso
S.I. (Joule)
S.T. (kgm)
S.I. (Joule)
S.T. (kgm)
da
a
da
a
da
a
da
a
1^ Categoria
anche con pallottola blindata
0,00
254,904
0,00
25,984
0,00
784,800
0,00
80,00
con pallottola di piombo non blindata
0,00
617,652
0,00
62,961
-
-
-
-
2^ Categoria
264,708
617,652
26,983
62,961
784,800
1.275,300
80,00
130,00
3^ Categoria
627,456
3.931,600
63,961
400,775
1.275,300
3.433,500
130,00
350,00
Che tipo di munizionamento è possibile utilizzare all'interno del poligono di tiro?
All'interno dei poligoni dell'UITS è possibile utilizzare solo ed esclusivamente
cartucce a pallottola ordinaria (blindata);
cartucce con pallottole di piombo non blindate;
cartucce da esercitazione con pallottole di plastica, gomma, cera o di materiali facilmente frangibili.
L'utilizzo del proiettile blindato è consentito o meno in ragione dell'energia cinetica alla volata posseduta dal proiettile ed alla categoria di abilitazione dell'impianto di tiro.
Nei poligoni in galleria, l'utilizzo dei proiettili di piombo non blindati, è consentito solo dove è installato un parapalle ad assorbimento e comunque secondo le valutazioni della commissione per l'agibilità. All'interno di tali poligoni (galleria) è infine ammesso l'impiego di pallottole in acciaio qualora il parapalle sia ad assorbimento.
Bene, adesso hai le idee più chiare, quindi la tua Sezione di Tiro a Segno Nazionale per quali categorie è abilitata?
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